Il lato bretone
La galette di grano saraceno, il burro salato, il sidro, il caffè bretone. Niente di inventato: è la cucina di qui, fatta con i prodotti di qui.
La nostra storia
Arnault e Liliana gestiscono la casa da aprile 2025. Lui è bretone, lei rumena. Lo si sente nel menù, ed è voluto.
Vivono a Saint-Cast da più di dieci anni: non è una casa che si rileva di passaggio. Il mestiere l’hanno imparato accanto al figlio, nel suo ristorante a Dinan, prima di conseguire il diploma di maître crêpier a Rennes.
La galette di grano saraceno, il burro salato, il sidro, il caffè bretone. Niente di inventato: è la cucina di qui, fatta con i prodotti di qui.
E poi ci sono i sarmale: foglie di cavolo ripiene, un piatto di famiglia rumeno. Non dovrebbero comparire sulla carta di una crêperie bretone. Ci sono, funzionano benissimo, e sono loro a fare sì che qui non si mangi esattamente la stessa cosa che altrove sulla banchina.
Una crêperie di porto, senza messinscena, dove si comincia con una galette complète e si finisce con un piatto che viene da duemila chilometri più a est. Aperta tutto l’anno, non solo d’estate: qui si fa tutto, dagli impasti alle salse.